Una storia di vino, passione e persone per una cantina dalle caratteristiche uniche, scavata nella roccia ai piedi dei vigneti, quasi a sancire il legame indissolubile con il territorio, il rispetto delle stagioni, del tempo che passa e dei lunghi invecchiamenti ai quali questi vini sono naturalmente vocati.
Stiamo parlando di AR.PE.PE, che Domenica 11, con gli “Open Days” ha festeggiato un evento importante, il sogno e l’impegno per la viticoltura eroica in Valtellina, da ben cinque generazioni. Cinque generazioni, ben 150 anni di impegno e passione , un anniversario importante che mi a portato a visitare la rinnovata sede di via Buon Consiglio. Arrivato in tarda mattinata nella storica sede della famiglia Pelizzatti Perego vengo accolto da Emanuele, Isabella, Guido e tutto lo staff impegnato nelle degustazioni in cantina, davvero una bella atmosfera accogliente e carica di serenità.
Un traguardo straordinario raggiunto da questa cantina che ha saputo rinnovarsi ed evolversi, senza per questo rivalutare o virare in funzione di mode o alle logiche di mercato passeggere. Una convinzione portata avanti negli anni, volta alla valorizzazione del terroir della valle alpina e un’uvaggio così prezioso e misterioso, dalle mille sfaccettature, quale può essere il Nebbiolo, che in questa valle alpina permette da il meglio di se e permette di produrre vini ai vertici dell’eccellenza.
Ogni bicchiere di Grumello Rocca De Piro, di Rocce Rosse, di Ultimi Raggi, di Sassella Vigna Regina e di ogni altro vino prodotto dalla casa non può altro che confermare ogni giorno quanta passione, quanto sacrificio e quanto amore viene trasmesso con il proprio lavoro per creare questi gioielli che rappresentano un bel biglietto da visita per il Nebbiolo di Valtellina vinificato nel segno dell’armonia, quell’armonia che i Pelizzatti Perego hanno sempre cercato di elevare e migliorare giorno per giorno, quell’armonia che ci confermano le osservazioni e l’emozione nel parlar di vino di Emanuele Pelizzatti Perego, che firma con un tratto indelebile, con la sua passione e le sue parole, ogni singola degustazione durante la piacevole visita alla cantina.
Guidato da Isabella visito i nuovi spazi progettati dall’architetto Enrico Massimino, l’area più moderna dell’azienda destinata ad accogliere i visitatori sembrano confermare questa direzione, tradizione e modernità nei locali luminosi, forme ispirate dal design moderno, ma senza dimenticare il passato e il presente: i tralci appesi in parete, le ampie vetrate che danno sulle vigne circostanti.
Alzando gli occhi al cielo non si può non rimanere stupiti: due grandi aperture in vetro nella grande sala degustazione permettono di volgere lo sguardo in alto, sempre più su, verso le ripide vigne di famiglia. Estate, Autunno, Inverno, Primavera, notte e giorno, il tempo e le stagioni si susseguono e con lo sguardo volto verso il cielo, con la consapevolezza e l’orgoglio nell’aver preso in mano il testimone tramandato da nonno Guido e papà Arturo, nelle dolcissime parole di Isabella.
La presentazione nella mostra fotografica in cantina degli scatti di Raffaella Badalotti, anteprima del libro “Valtellina terra di luce e di vino” conclude la bellissima esperienza in un emozionante crescendo, come un grande vino, proprio come quel Rocce Rosse che ci ispira e ci fa sognare questa terra, ad ogni sorso.